Come scegliere un telescopio

Articolo aggiornato il 15 maggio 2021

Alla fine di questo articolo avrai acquisito una conoscenza base dei telescopi, di come funzionano e di quali scegliere per iniziare.

Facendo una veloce ricerca sul web, vi sarete sicuramente accorti di quante tipologie di telescopi esistano, dal semplice e classico Newton fino ai più complessi Schmidt-Cassegrain.


Anche se chiamati con nomi diversi, tutti i telescopi alla fine fanno la stessa cosa, cioè ingrandiscono l'immagine di un oggetto celeste utilizzando diversi specchi o lenti.

A chi si avvicina per la prima volta a fare osservazione, consiglio di prendere telescopi completi, che comprendano sia il tubo ottico che la montatura. Così facendo avrete un setup funzionante e ben bilanciato fin dall'inizio.

Se volete acquistare il tubo e la montatura separatamente, chiedete consiglio a noi oppure ad un vostro amico astrofilo! Non vorrete ritrovarvi con un tubo da 5 Kg e con una montatura che supporta al massimo 4 Kg, vero? 

Telescopi Riflettori Newton o Rifrattori Acromatici di piccole dimensioni offrono un ottimo rapporto qualità prezzo a chi inizia. Lasciate stare per il momento i Rifrattori Apo o Catadriottici.

Oculari

Treppiedi e Colonne

Pulsantiere

Contrappesi

Montature

Telescopi Solo Tubo

Se osservo da città o campagna cambia qualcosa?

Si, cambia molto! I cieli cittadini in Italia sono molto inquinati e questo rende quasi impossibile l'osservazione di nebulose o galassie. Se consideriamo inoltre che quest'ultimi sono molto deboli ed emanano pochissima luce possiamo già escluderli dalla lista. 

Dalle città è invece possibile osservare bene Luna, pianeti, stelle doppie e ammassi globulari. Se il cielo da cui osservate è molto inquinato, vi consigliamo l'acquisto di filtri che vi aiutino ad umentare il contrasto sia dell'oggetto che state osservando ma anche del cielo stesso. I filtri non fanno miracoli, ma possono aiutare molto. Come paragone ad esempio, provate ad osservare delle nuvole con degli occhiali da sole e noterete sicuramente più dettagli, difficili da identificare altrimenti.

Chi osserva dalla campagna o comunque da cieli più scuri può sicuramente godere di una vista migliore. Infatti, anche con piccoli dobson da 15cm è possibile scorgere la Nebulosa di Orione o la Galassia di Andromeda. In questo caso, i filtri potranno sempre tornare utili, ma di sicuro ne avrete meno bisogno.

Telescopio rifrattore o riflettore?

Telescopi Newton e Dobson

Sono telescopi che hanno degli specchi che riflettono la luce. Popolari tra gli astrofili di tutto il mondo, i telescopi newton rappresentano il miglior compromesso tra prezzo e qualità. Semplici da costruire, possono essere montati su montature equatoriali o su quelle altazimutali, come nel caso dei telescopi dobson.

Vantaggi dei Telescopi Newton
- Sono economici se comparati agli altri schemi ottici specialmente nei grandi diametri. 
- Hanno focali corte che garantiscono immagini luminose e a campo più largo. 
- Sono liberi da aberrazione cromatica, la quale invece è presente sui telescopi rifrattori. 
- Gli oculari si trovano spesso in posizioni comode da raggiungere per l'osservazione e non richiedono diagonali
- Facili da costruire, spesso sono lo schema ottico scelto per i telescopi fai da te. 

Svantaggi dei Telescopi Newton
- Vanno spesso collimati per via del metodo di costruzione. Per facilitare la procedura si
possono usare dei collimatori laser
- Per via degli specchi parabolici soffrono di coma. 
- A differenza dei rifrattori, i telescopi newton hanno un ostruzione al centro che degrada leggermente l'immagine e crea delle croci sulle stelle quando si effettuano foto a lunga posa.
- Nei telescopi più grandi (30cm +) può essere necessaria la scala per fare osservazioni.


Telescopi Rifrattori

Fu il primo modello di telescopio ad essere inventato ed in questo caso la luce, invece che essere riflessa, viene rifratta da lenti. I rifrattori di bassa qualità tendono ad avere problemi di aberrazione cromatica, ma nei modelli acromatici, questo problema è stato alleviato notevolmente e non è presente sui modelli apocromatici. Vista l'assenza di un'ostruzione sulla lente, i telescopi rifrattori regalano immagini contrastate e nitide come nessun altro schema ottico. 


Telescopi Cassegrain

Lo schema ottico cassegrain è quello di più recente invenzione. Disponibile in molte varianti, principalmente è più vicino ad un telescopio newton visto che utilizza degli specchi. Gli SC e Maksutov fanno anche parte di questa famiglia ed hanno diversi vantaggi. Sono telescopi di dimensioni contenute anche a grandi diametri e allo stesso tempo hanno pochissima aberrazione cromatica. Anche se più costosi dei telescopi newton, molti astrofili li scelgono per la loro versatilità in tutti i campi. 

Per più approfondimenti sui vari vantaggi e svantaggi di ogni schema ottico consigliamo la lettura della nostra guida completa

Telescopi Riflettore

Telescopi Cassegrain

Telescopi Rifrattori

Montature

La montatura è una parte fondamentale di un telescopio e spesso non viene considerata come dovrebbe. Infatti, anche se acquistate un ottimo tubo ottico e poi ogni volta che lo utilizzate, l’immagine balla tutta per via della montatura scadente, non riuscirete mai a sfruttare a pieno lo strumento che avete acquistato. Il mio consiglio è di spendere per la montatura la stessa cifra che avete speso per il tubo ottico. In questo modo avrete un setup bilanciato.

Le montature di bassa qualità sono un gran problema, comune con i telescopi economici. Per risparmiare, molti produttori tagliano i costi sulle montature e ciò rendere l'osservazione dolorosa nella migliore delle ipotesi e impossibile nel peggiore dei casi.

Cosa bisogna cercare in una montatura? Semplicemente “stabilità”. Una montatura non deve ne’ vibrare e ne oscillare durante le osservazioni. Inoltre nelle serate ventose, deve riuscire a tenere ben saldo il telescopio. Prima di acquistarne una, leggete online le recensioni ed assicuratevi che sia quella giusta.

Esistono 2 grandi categorie di montature, quelle equatoriali e quelle altazimutali.

Montature Equatoriali
Le montature equatoriali sono di gran lunga le più usate dagli astrofili. Si muovono su 2 assi, dove uno è perfettamente allineato alla stella polare con l'altro che invece lo taglia diagonalmente. Dagli astrofili, questi 2 assi sono chiamati ascensione retta (RA) e declinazione (DEC), mentre per eseguire l'allineamento alla stella polare si una un cannocchiale polare.

Le montature equatoriali soffrono di due principali inconvenienti. Sono più pesanti e ingombranti rispetto alle altazimutali e tendono a posizionare l'oculare del telescopio in posizioni scomode. Nonostante ciò, la loro capacità di puntamento le ha rese essenziali per quasi tutti i telescopi amatoriali seri.

Montature Altazimutali
La testa di una montatura altazimutali si muove su 2 assi. Il primo si muove dall'alto verso il basso, quindi da 0° a 90°, mentre l'altro asse permette alla montatura di girare intorno a se stessa a 360°. Questo tipo di montatura è usato sui telescopi dobson.

Se intendi utilizzare un piccolo telescopio per osservazioni sporadiche del cielo o per l'uso diurno (ad esempio, il birdwatching), è preferibile usare le montature altazimutali per via della loro semplicità, compattezza e leggerezza.

Montature Motorizzati Go-To
Le montature equatoriali e altazimutali possono essere fornite di motori e computer che permettono il puntamento automatico del corpo celeste che si vuole osservare. In questo caso, le montature dotate di pulsantiera/computer, sono chiamate Go-To, dall inglese "vai a". Basta inserire il nome dell'oggetto ed il gioco è fatto; in pochi secondi la montatura centrerà il pianeta o galassia che volte. Senza dubbio, tutti gli astrofili più appassionati ormai hanno una montatura motorizzata visto la loro comodità.

Ci sono una serie di considerazioni da fare quando si parla di Go-To. La maggior parte dei modelli deve essere programmata inserendo ora, posizione e orientamento. Alcuni dei modelli più costosi lo fanno in automatico ma la maggior parte no. Il processo può inizialmente essere scoraggiante per i principianti che non hanno familiarità con le costellazioni, ma diventa semplice e veloce con un pò di pratica.

Quanto ingradisce un telescopio?

Una delle domande più frequenti che ci si chiede la prima volta che si vede un telescopio è "Quanto ingrandisce?" e sappiamo bene che la risposta teoricamente è all’infinito con gli oculari giusti.

In realtà, la domanda giusta da porre sarebbe “Qual’è l’ingrandimento utile massimo?” e ci sono 3 fattori che influiscono sul numero finale, il diametro, la qualità ottica ed il seeing.

In generale, per definire velocemente l’ingrandimento massimo di un telescopio, si può prendere il diametro del telescopio in mm e moltiplicarlo per 2. Quindi un telescopio con diametro 100mm, sarà in grado di ingrandire fino a 200X. Questa è una regola generale che ovviamente ha delle eccezioni. Come abbiamo detto, un altro fattore da considerare è la qualità ottica. Infatti, un rifrattore da 10cm avrà immagini più contrastate e nitide di un newton con lo stesso diametro.

Infine bisogna considerare il seeing. Se la serata ha pessimo seeing conviene osservare a bassi ingrandimenti e con telescopi più piccoli per percepire meno turbolenza, mentre nelle serate calme è stabili, un buon 20cm sarà il vostro compagno più fedele.

Se un telescopio da 20cm ha un ingrandimento utile di 400x, lo si può spingere anche a 500x ingrandimenti nelle serate migliori se il seeing e le ottiche lo permettono. Parliamo di ingrandimenti utili perchè oltre questo valore, non si notano miglioramenti dei dettagli all'aumentare degli ingrandimenti. 

Focali e Oculari

Come detto in precedenza, un telescopio può ingrandire in base alle esigenze, ma vediamo ora come si ottengono diversi ingrandimenti. Come sappiamo, tutti i telescopi hanno una focale che è la distanza dalla lente o dallo specchio principale all'oculare. Spesso i telescopi sono chiamati “Newton 150/1500” dove il numero più basso indica l’apertura in mm e quello più alto invece la focale.

Gli oculari hanno anche delle focali, ad esempio 25mm ed in base all’oculare che utilizziamo otteniamo un ingrandimento specifico. Se prendiamo un telescopio con focale 1000mm e ci montiamo un oculare da 25mm, l’ingrandimento sarà uguale a 1000 / 25 = 40x. Se utilizziamo invece un oculare da 5mm, allora avremo 1000 / 5 = 200x. In questo caso, se non avete altri oculari per andare oltre i 200x si può utilizzare una lente di Barlow 2x che moltiplicherà gli ingrandimenti finali, quindi potrete osservare a 400x.

E’ chiamato invece rapporto focale, la lunghezza focale divisa per il diametro sempre in mm. Quindi se un telescopio ha focale 1000mm e diametro 200mm, il rapporto focale sarà 5, quindi un f/5. Il rapporto focale cambia in base anche allo schema ottico, infatti di solito i Newton sono f/5-7, mentre i Cassegrain sono f/10-12.

In questo articolo non andremo a trattare i benefici di una determinata focale, perchè sono argomenti troppo avanzati per chi inizia. 

Cosa si riesce a vedere con un telescopio?

Differenze tra Luna/Saturno a 200X e a 400X

Miglior primo telescopio

Il primo telescopio della storia

La costruzione del primo telescopio della storia viene attribuita a Galileo Galilei che ne 1609 perfeziono' lo strumento, grazie agli studi fatti l'anno precedente da Hans Lippershey

Primo telescopio per astrofotografia

L'astrofotografia è una branca dell'astronomia in forte crescita. Negli ultimi anni, grazie a svariati gruppi social, in molti si sono incuriositi grazie alle bellissime foto postate. Spesso però da una semplice immagine, non si percepisce tutto il lavoro che c'è dietro. In ogni caso, l'astrofotografia si divide in 2 grossi tronconi:

Planetario
Si concentra sul catturare video di pianeti e lune del Sistema Solare. Infatti le foto di Marte e Giove che vedete in giro sono estratte dall'elaborazione di video di 2-4 minuti. Gli astrofili in questo caso riprendono video a 60-100 fps per poi "sommarli" attraverso dei software appositi. Quindi il risultato finale, cioè la foto, è il risultato della media di tute le foto riprese nel video. 

Deep-Sky 
Comprende galassie, nebulose ed ammassi i quali sono fotografati con foto a lunga esposizione. Quindi, in questo caso l'astrofilo fa una sola foto che raccoglie luce da pochi secondi a svariati minuti. La luce che arriva da questi oggetti è pochissima, per questo servono minuti per raccoglierla. Come nel planetario, anche nel deep-sky si effettuano più foto che poi vengono sommate tra loro. 

Oltre al primo telescopio ti piacerebbe comprare la tua mia camera CMOS per fare foto ai pianeti? Leggi la nostra guida su quali sono le migliori camere per riprendere i pianeti.